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Clarinetto

Curiosità > Storia strumenti

Il clarinetto è uno strumento musicale a fiato ad ancia semplice appartenente alla famiglia dei legni.

Il suono del clarinetto è limpido e grintoso. Nella sua estensione si divide in diversi registri, ognuno con le proprie particolarità. Il registro grave è dolce, vellutato e malinconico, quello centrale è goliardico e allegro mentre quello acuto è chiaro e cristallino.

Il clarinetto è costituito da una camera cilindrica alla cui estremità superiore c'è il bocchino e a quella inferiore una svasatura a campana. Il legno utilizzato per costruire il clarinetto è l'ebano che gli conferisce il caratteristico colore nero. Sul clarinetto sono presenti ventiquattro fori di dimensioni differenti. Sette fori, di cui sei circondati da anelli, vengono chiusi dalle dita, gli altri vengono chiusi dai cuscinetti azionati dalle diciotto chiavi o dagli anelli. Il clarinetto è diviso in cinque parti unite ad incastro con guarnizioni in sughero che svolgono funzioni diverse. Partendo dall'alto c'è il bocchino, corredato di ancia e fascetta, che serve a produrre le vibrazioni sonore. Segue il barilotto che fa risuonare le vibrazioni. Poi c'è la parte centrale costituita dal corpo superiore e quello inferiore. Su queste due parti ci sono i fori, le chiavi e gli anelli e, mediante impostazione delle dita, le vibrazioni vengono modellate per ottenere i suoni desiderati. Lo strumento termina con la campana che dà ulteriore risonanza ai suoni.Il suo ingresso in orchestra è avvenuto solo alla fine del 1700 per merito di Mozart, che ne intuì l'originalità del timbro e le risorse tecniche.

I generi

Grazie alle doti espressive e tecniche, il clarinetto è presente in vari generi musicali. È ampiamente presente in musica classica dove si trova prevalentemente in orchestra. Qui svolge un ruolo di accompagnamento e spesso gli vengono affidate parti a solo. Un esempio è la "Forza del Destino" di Giuseppe Verdi e la celeberrima "e lucean le stelle" da "Tosca" di Giacomo Puccini . Al clarinetto sono dedicati svariati concerti solistici, tra cui il Concerto KV 622 di Wolfgang Amadeus Mozart. Copiosa è la produzione di musica da camera che vede il clarinetto in molteplici formazioni. Il clarinetto è molto usato nelle bande musicali in cui riveste un ruolo pari a quello dei violini in orchestra. Nel genere jazz è utilizzato nelle orchestre e come strumento solista. Nella musica popolare si distingue per la tecnica brillante.

La famiglia

Esistono diversi tipi di clarinetti, differenti per intonazione. Questi strumenti formano una vera e propria famiglia composta dai seguenti tipi di clarinetto: soprano in Mi bemolle; soprano in DO, soprano in Si bemolle; soprano in La; contralto in Fa (noto come corno di bassetto); contralto in Mi bemolle; basso in Si bemolle; contrabbasso in Si bemolle. Genericamente, quando si parla di clarinetto, si sott'intende l'intonazione facendo implicito riferimento al clarinetto soprano in Si bemolle, il più utilizzato. Data la sua vastità, la famiglia dei clarinetti ricopre una grande estensione. La gamma dei suoni va da quello acuto del clarinetto soprano in Mi bemolle a quello grave del clarinetto contrabbasso. Queste caratteristiche consentono di far fronte alle più disparate richieste dei compositori che, nel corso degli anni, sono diventate sempre più audaci.

Le potenzialità della famiglia del clarinetto vengono sfruttate sopratutto in orchestra. Esistono varie composizioni orchestrali che richiedono la presenza del clarinetto soprano in Mi bemolle. Tutte le composizioni per orchestra (esclusa quella d'archi) includono i clarinetti soprano in Si bemolle o in La. Altre partiture richiedono la presenza del clarinetto basso come, ad esempio, "Gli Ugonotti" di Giacomo Meyerbeer e "Aida" di Giuseppe Verdi. Altre ancora richiedono il clarinetto contrabbasso, un esempio è il "Fervaal" di Vincent d'Indy. I clarinetti trovano ampio spazio nelle composizioni cameristiche e negli studi. In banda è largamente presente il soprano in Si bemolle, meno presenti sono il soprano in Mi bemolle, il contralto in Mi bemolle, il basso in Si bemolle e il contrabbasso in Si bemolle.

La storia

Lo strumento più antico che adotta il principio dell'ancia semplice è il memet egiziano, costituito da una coppia di canne e conosciuto dal 2700 AC. Esistono vari tipi di strumenti che adottano questo principio tra cui le launeddas sarde, conosciute dal 900 AC. Sullo stesso principio si basa lo chalumeau, il predecessore del clarinetto, costituito da un tubo cilindrico di canna alla cui parte superiore c'era un'incisione fatta per ricavare l'ancia.

Lo chalumeau fu soggetto ad innovazione attorno al 1690 da parte di Joahnn Christian Denner, un artigiano di Norimberga. Lo strumento di Denner aveva sei fori anteriori e uno posteriore e due chiavi, una posta sopra i fori anteriori e l'altra su quello posteriore, che chiudevano altri due fori. Successivamente Denner e i suoi figli hanno spostato il foro della chiave posteriore e lo hanno rimpicciolito per migliorare l'intonazione.

Il termine clarinetto appare per la prima volta nel 1732 nel "Musicalishes Lexicon" di Johan Gottfried Walther in cui è scritto: "Sentito a distanza, esso suona piuttosto come una tromba". Ciò spiega il nome clarinetto derivato da clarino, termine oggigiorno utilizzato impropriamente, che indica uno strumento appartenente alla famiglia delle trombe. Il clarinetto ebbe un suono penetrante probabilmente fino al principio del 1800; si ritiene così perché i metodi per imparare a suonare il clarinetto pubblicati del 1850 sottolineano il suono "ora più pieno dolce e piacevole" dei clarinetti successivi.

Lo sviluppo del clarinetto continua nel 1740 quando Jacob Denner (figlio di Joahnn Christian) aggiunse al clarinetto la terza chiave, portando lo strumento all'estensione attuale. Nei decenni successivi diversi artigiani hanno fatto tentativi per migliorare lo strumento, senza ottenere risultati rilevanti. Un passo importante è stato fatto da Ivan Müller, un musicista parigino nato in Russia. Müller costruì un clarinetto dalle caratteristiche rivoluzionarie. Il suo strumento aveva tredici chiavi con un nuovo tipo di cuscinetti e con i fori cigliati. Quello di Müller è stato il primo clarinetto a suonare in tutte le tonalità. Nel 1812 fu esaminato dagli specialisti del conservatorio di Parigi e, nonostante le sue notevoli potenzialità, fu rifiutato. Nonostante ciò il clarinetto di Müller ha posto le basi al clarinetto tedesco.

Successive modifiche al clarinetto sono state apportate da Hyacinthe Eleonor Klosé, il produttore del clarinetto "sistema Boehm". Klosé ha basato il suo lavoro su quello fatto da Theobald Boehm che introdusse sul flauto le chiavi ad anello. Klosé adottò gli anelli sul clarinetto, adottò i fori cigliati di Müller e aggiunse nuove chiavi per un totale di diciassette. Questo strumento era facile da gestire e dava la possibilità di suonare in tutte le tonalità. Fu Klosé stesso ad esibirlo per la prima volta a Parigi nel 1839. Oggi è il tipo di clarinetto più diffuso.

Al clarinetto di Müller gli anelli sono stati applicati da Carl Bärmann. Poi Oskar Oehler modificò la posizione delle chiavi adattandole alle caratteristiche delle mani e migliorando quelle acustiche. Questo è il clarinetto attualmente utilizzato in Germania e, con piccole differenze, in Austria.

Il clarinetto è tutt'ora sottoposto a miglioramenti tecnici. Si cerca di ottenere caratteristiche acustiche sempre migliori e maggiore maneggevolezza da parte degli esecutori. Tra i contemporanei che piu' di altri si sono cimentati nel migliorare lo strumento sono da ricordare il clarinettista Rosario Mazzeo e lo svizzero Renè Hagmann.

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